Facebook e la Fotografia - Simone Soldà

Facebook e la Fotografia

Il vero fallimento dei gruppi di fotografia su Facebook o comunque dei forum in generale è che chi sa poco pensa di sapere molto di più di chi ha invece una visione globale dell'argomento. Chi non conosce le basi della fotografia o determinate tecniche e non è intenzionato a studiarle ea impararle crede che chi gli dà dei consigli sia un sapiente stronzo rompipalle. Quindi ti accusano di essere poco umile e poco incline ad accettare il fatto che loro sono ignoranti come se il fatto di essere ignoranti fosse una giustificazione al loro pessimo lavoro. Nel 2014 con i tutorial su internet e i manuali gratuiti e tutta la letteratura del passato digitalizzata è impensabile affermare frasi come: beh questo è quello che io so fare a me piace così. Anche nella moda chiunque può svegliarsi una mattina e preparare un paio di mutande in fettine di salmone e giustificarsi dicendo che lui non ha studiato cucito ma tutti noi che siamo stati influenzati dal gusto estetico per dei bei vestiti gli diremmo: "Brutto scemo! Le mutande in salmone fanno schifo!".
Ecco, invece su facebook nei gruppi questa cosa non accade anzi! Abbiamo altri ignoranti che esaltano e si complimentano per la bellezza di un cane sottoesposto o un orizzonte storto. Provare a spiegare questo concetto equivale automaticamente ad essere definito un professore! Risulta altresì bizzarro come questa cosa invece esercitata all'interno di un corso di fotografia merita addirittura un pagamento! Quindi se ti do dei consigli gratis sono uno stronzo 'professore' se invece ti do gli stessi consigli a pagamento allora: "Wow grazie mi stai insegnando molto!". Questo è sicuramente un risultato della sindrome cognitiva denominata Dunning Kruger.
Purtroppo non credo ci sia una possibilità di soluzione a questo problema tranne quella di creare delle isole di eccellenza dove si ammettono semplicemente le persone in grado di riconoscere i propri limiti e imparare di conseguenza dagli errori commessi! Badate bene non isole di eccellenza nel senso di persone eccellenti ma di persone in grado di accettare i commenti di altri se basati su della documentazione oggettiva o su letteratura accettata comunemente come valida e contemporanea. Tutto questo sempre tenendo presente che le opere fotografiche hanno necessariamente una destinazione d'uso e che la destinazione d'uso deve essere la discriminante sulla tipologia di lavoro fotografico che andiamo a svolgere o giudicare.

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